Sintomi e segni | Dott. Gianfranco Aprigliano

Il cuore è un organo generoso e molto riservato, cerca di non arrecare disturbo al suo superiore (il cervello), anche se il problema è molto grave. A differenza di altri distretti, come nel sistema scheletrico, in cui appena un’articolazione non funziona si crea un meccanismo di contrazione muscolare ed infiammazione estremamente dolorosa e limitante, che induce il paziente a recarsi subito dal medico, nel caso del cuore non esiste una correlazione tra intensità del dolore provato e gravità della malattia.

 

Morte improvvisa

Accade spesso che pazienti abbiano una sensazione di disagio, oppressione al torace o alla bocca dello stomaco, come se non avessero digerito, di intensità moderata, magari accompagnata a sudorazione e pallore inspiegabile, ma tutto sommato tollerabile.

Si tratta tipicamente un infarto che, se trascurato, può portare a morte improvvisa nel 30% dei casi.  

 

Non sottovalutare, indagare sempre

Il dolore cardiaco dell’angina o dell’infarto non è localizzabile in un punto preciso e non cambia con gli atti del respiro, diventando più o meno intenso (di converso la metà circa dei pazienti ansiosi che si reca in pronto soccorso è convinto di avere un infarto a 20 anni indicando con un dito la sede del dolore che dura pochi secondi e si modifica con il respiro). In altri casi, la sensazione di intensa stanchezza, nausea, eruttazioni e malessere va indagata per escludere una patologia cardiaca.

Spesso, i sintomi di oppressione toracica tipici dell’infarto sono accompagnati da sintomatologia neurovegetativa ossia pallore, sudorazione, nausea, capogiri, vomito. Questi sintomi non vanno mai minimizzati, soprattutto se incorrono in soggetti dai 40 ai 70 anni e non hanno attinenza con una intossicazione alimentare o uno stato influenzale di origine gastro-intestinale.