Aterosclerosi, trombosi e malattie cardio-cerebro-vascolari


Cercherò di far comprendere al personale non medico i meccanismi ed i trattamenti delle malattie cardio-cerebro-vascolari semplificando molto i concetti.

Lo sviluppo di placche all’interno delle arterie, è da considerarsi una malattia cronica, progressiva che aumenta con l’età. Essa è responsabile, nei paesi industrializzati, di oltre la metà di tutte le cause di morte. La malattia non è ancora del tutto compresa e sappiamo che può avere una estensione e una velocità differente da soggetto a soggetto. Tutti noi a partire dai 30 anni d’età circa iniziamo ad avere nello spessore delle nostre arterie depositi di colesterolo, grassi, batteri e cellule infiammatorie che prendono il nome di placche aterosclerotiche. La diffusione, la distribuzione e il momento di insorgenza di queste placche è molto variabile tra le persone, così che possono essere presenti in più distretti arteriosi contemporaneamente o esordire in un distretto per poi espandersi ad altri. Queste placche per motivi ancora non bene conosciuti possono andare in contro a fenomeni di instabilizzazione e rottura, creando improvvisamente la formazione di un trombo, ossia un “coagulo, un tappo” costituito da piastrine che ostruisce più o meno completamente l’arteria impedendo al sangue di fluire oltre.

Le nostre arterie sono dei condotti in cui scorre il sangue che, spinto dal cuore, porta l’ossigeno, le sostanze nutritizie e le difese immunitarie agli organi nobili (cervello, cuore e rene) ed in periferia. Tutte originano dall’arteria più grande del corpo che è detta aorta e diramandosi divengono via via più piccole sino a raggiungere calibri inferiori al centesimo di millimetro. Esse vanno immaginate per forma e distribuzione esattamente come le radici di un albero (solo che portano i nutrimenti dal cuore alla periferia e non dalla terra al fusto, come le radici).

La presenza e lo svilupparsi delle placche aterosclerotiche all’interno delle arterie esercita un effetto meccanico di ostruzione al passaggio del sangue. Nel tempo la placca può progredire e ridurre così la capacità dell’arteria di portare il sangue ai tessuti. Solitamente questo processo è cronico e lentamente evolutivo, così che questo deficit di flusso si manifesta inizialmente solo in condizioni di aumentato fabbisogno (sforzi fisici, emozioni intense, pasti abbondanti, alta quota).

Quando invece si verifica un evento trombotico acuto (la rottura di una placca), il flusso si interrompe improvvisamente. Il nostro corpo può nel caso di un processo cronico cercare di adattarsi alle riduzioni di flusso graduali e progressive, ma non è in grado di tollerare arresti di flusso improvvisi, che generano inizialmente sofferenza (ossia ischemia) e successivamente morte (ossia necrosi o infarto) del tessuto che non riceve più sangue.

A seconda del territorio arterioso che viene colpito, il danno prende nomi diversi, anche se il meccanismo può essere generalmente considerato lo stesso. Quindi se la malattia è presente nelle arterie che irrorano il cuore (le coronarie) si parlerà di infarto miocardico; se invece sono interessate le arterie cerebrali o del collo (le carotidi) si parlerà di ictus; se le arterie addominali si parlerà di ischemia e/o infarto intestinale; se le grandi arterie delle gambe si parlerà di ischemia acuta/gangrena d’arto. Infine anche l’aorta se interessata da questa malattia può andare in contro a sfiancamenti e dilatazioni della sua parete, i cosiddetti aneurismi, che possono andare in contro a rottura.

Tutto questo specchio di malattie ha quindi una origine comune e rappresenta nel mondo industrializzato (Europa, America del Nord, Australia, alcune zone del Medio Oriente e dell’Asia) circa il 60% di tutte le cause di morte.

 

Sezione di una arteria in cui si può apprezzare la tonaca muscolare (freccia rossa), la placca ateromatosa lipidica (freccia blu) e la rottura del cappuccio fibroso (freccia verde) che espone il contenuto della placca al sangue circolante e lo fa coagulare dando origine alla formazione del trombo (freccia gialla).